Viaggi incredibili – Prima di partire

Viaggi incredibili - Prima di partire. Di Luca Vassalini rubrica di Cinema all'interno di www.ishoottravels.com your ticket to travel photography. Blog di fotografia di viaggi. © Galli / Trevisan
Viaggi incredibili - Prima di partire

Stavolta non mi ferma nessuno. Non so come né per quale congiuntura astrale sia riuscito a rosicchiare una settimana buona dal lavoro, dagli impegni, dalla fatica, eppure ce l’ho fatta. I soldi sono pochi, ma quale sarebbe la novità? Parto! Per dove? Dovunque. Entusiasta mi getto alla ricerca di una destinazione: il Sud America sarebbe un sogno: l’Argentina, il Cile, un itinerario lungo le Ande, perché no? Inseriamo i dati: partenza e arrivo, calcoliamo la spesa e… però… costoso attraversare l’oceano,. Per fortuna che viaggiare è alla portata di tutti oggigiorno! D’accordo non ci spaventiamo, non lasciamoci sopraffare dai primi ostacoli, forse i viaggi intercontinentali non sono alla mia portata: troppo stretti i tempi di prenotazione e poi diciamolo, il Sud America è sempre un pericolo: crisi economiche, crisi politiche, crisi esistenziali; ma non divaghiamo! Restiamo nella cara e vecchia Europa: non possediamo forse la stragrande maggioranza del patrimonio culturale del mondo? Abbiamo l’imbarazzo della scelta. Per esempio, non ho mai visto la Francia, ci pensate? Quasi vergognoso. Potrei partire dal sud, visitare Marsiglia e salire, attraversare il paese arrivando in Normandia per poi scendere di nuovo e…

Una vibrazione del telefono. Lo riconosco quel sussulto, è una scadenza, direttamente da quel fantastico calendario che rammenta ogni cosa, ogni minimo impegno. Facciamoci coraggio, cos’è? Una botta al morale e al conto corrente. L’assicurazione dell’auto: sono quasi mille euro e il mio assicuratore li vuole, eccome se li vuole, subito, immediatamente. Il pianeta mi sta parlando lo so, il mio viaggio non si realizzerà mai, eppure, incosciente, affronto l’ineluttabile. Niente Europa? A costo di passare due giorni a Cernusco sul Naviglio, giuro, io partirò! E sarò un viaggio incredibile. Mi alzo risoluto dalla sedia, lascio il computer acceso, non bisogna perdere tempo, è necessario che mi sbrighi prima che la malasorte mi ghermisca. Raccolgo i primi stracci che trovo e li infilo alla rinfusa nello zaino. Raggiungo l’ingresso, abbasso la maniglia e…

Di nuovo quel maledetto aggeggio. Il cellulare sta suonando rabbiosamente, la suoneria  si distorce in un ghigno che si prende gioco di me. Leggo senza capire quel messaggio, già consapevole della trama che andrà a svolgersi: qualcuno dei colleghi avrà avuto la brillante idea di cimentarsi nel parkour, nonostante i piedi piatti e una struttura fisica più adatta al solitario sul pc. Al primo saltello il genio cade di schiena fratturandosi il coccige. Diagnosi: sessanta giorni di riposo assoluto, ripercussioni immediate: depressione cosmica per l’ingenuo collega – cioè il sottoscritto – che voleva viaggiare. Nessun uomo è un’isola, intero in se stesso, diceva il poeta. Quanto aveva ragione.

Non mi ferma nessuno, quasi nessuno. Seduto sul letto fisso il vuoto. Davvero è andata così? Ammetto di averci ricamato, drammatizzando un po’ troppo, però è come la proprietà commutativa: cambia gli addendi e il risultato rimane uguale. Beh, forse la similitudine non è azzeccatissima. Non sottilizziamo, si resta a casa, punto! Pazienza, vorrà dire che mi guarderò un film…

Ecco! La disperazione accende un barlume di speranza. Il mondo, il destino, Dio, si accaniscono contro di me? E io parto lo stesso, grazie al cinema! Cos’è un film se non un viaggio dopotutto? D’accordo può sembrare un contentino, qualcuno potrebbe anche insinuare che pure una canna è un viaggio niente male e relativamente costoso, ma supponiamo per un momento che vogliate partire per un paese sconosciuto e tuttavia, per qualche ragione indipendente dalla vostra volontà, non riusciate nell’intento; cosa vi impedisce di conoscere davvero il luogo che avreste tanto voluto visitare? Approfondirne la lingua, la storia o la cultura in generale non è già un modo per avvicinarsi? E per una persona che ama la settima arte, cosa c’è di meglio che affrontare la cinematografia del paese verso cui tanto si fantastica? Intraprendiamo allora questo percorso attraverso i film, come se questi fossero le tappe di un qualsiasi viaggio tradizionale.

Chiamatela come volete, Lonely Planet per cinefili, Routard per viaggiatori da poltrona o semplice guida per squattrinati che cercano un escamotage per viaggiare senza grattare il fondo del portafoglio. Chiudiamo gli occhi, puntiamo il dito sulla carta geografica e dirigiamoci verso la cinematografia di quel paese che la sorte ha voluto indicarci. Non sarà come vivere a stretto contatto con la gente del posto ma è pur sempre un primo passo. Saranno comunque Viaggi Incredibili! E in ogni caso, quando finalmente avrete/avrò il denaro per partire verso la destinazione dei sogni, potremo vantare un bagaglio in più da sfoggiare con gli autoctoni. Ecco, magari non li chiamerei proprio autoctoni, almeno non in loro presenza.

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