Dentro o Fuori – Iran

Fuori

POLLO ALLE PRUGNE di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud (2012)

pollo-alle-prugneUn po’ di Iran in Francia. D’accordo, non si tratta di una produzione iraniana e sì, i registi non devono le proprie origini all’Iran – come nel caso di Parannoud – oppure da molti anni vivono all’estero. Parliamo di Marjane Satrapi, illustratrice e fumettista, celebre per la graphic novel Persepolis poi trasposto in film d’animazione. Figlia di una famiglia progressista iraniana, Satrapi si trasferisce in Europa all’età di quattordici anni. Oggi vive e lavora in Francia. La sua vicenda biografica è risultato delle vicissitudini che hanno dilaniato l’Iran; come lei, molte altre famiglie, dopo l’affermazione della repubblica teocratica, hanno deciso di emigrare. Le esperienze, l’amore verso il paese di origine e la creatività, irrompono nelle opere di questa autrice in una brillante armonia tra stilemi diversi, tra oriente e occidente. Persepolis racconta in forma grafica la maturazione di una giovane Marjane in fuga da un Iran ormai travolto dagli eventi. Pollo alle prugne, invece, ci consegna una storia d’amore dal sapore fiabesco ed esotico. E infatti:

«C’era qualcuno, non c’era nessuno» Così cominciano le storie persiane informa il narratore – personaggio d’eccezione come si scoprirà in seguito – al principio della pellicola. Autunno 1958, Teheran. Il violinista Nasser Alì – Matieu Amalric – cerca di rimpiazzare il suo vecchio strumento andato distrutto. Una volta tornato a casa con il sostituto si rende conto che non potrà mai più suonare. Il violino che quell’arpia di sua moglie – una donna che non ha mai amato – gli ha demolito era gioia e dolore, ricordo di un amore impossible che elevava la sua musica a un grado di eccellenza capace di far vibrare le corde dell’anima. Così, nell’impossibilità di trovare un senso alla sua esistenza, decide si lasciarsi otto giorni di tempo prima di morire. Il film, tra passato e presente, racconta la storia di questi otto giorni.

Marijane Satrapi miscela sapientemente la trama amorosa con siparietti decisamente comici, soprattutto quando si tratta di raccontare la famiglia del protagonista. I ricordi dell’infanzia di Nasser alle prese con il ben più brillante fratello, o le difficoltà nella gestione di un secondogenito irrequieto e quanto di più lontano ci sia da lui caratterialmente parlando, sono davvero esilaranti. Anche la malinconia un po’ decadente di Nasser finisce per essere buffa, quasi ridicola. Satrapi non dimentica lo sfondo storico, ma i passaggi di transizione di un paese scolorano, filtrati dalla fiaba, dalla passione di Nasser per una donna.

Appunti di viaggio:

—> A differenza di Marjane Satrapi, Ana Lily Armirpour è una giovane regista, nata in Inghilterra poi trasferitasi a Miami. Tradisce le sue origini iraniane dirigendo A Girl Walks Home Alone at Night, storia di una ragazza vampiro in Iran.  Ma questo sarà tema di un altro viaggio.