Walter Bonatti – In terre lontane

La scelta di recensire questo bellissimo libro di Walter Bonatti è stata fortemente messa in discussione dal fatto che “In terre lontane” può essere solo in parte definito “libro fotografico”. Sì, ci sono delle pagine plastificate al centro che presentano una certa quantità di fotografie dei luoghi visitati dall’autore nel corso degli anni, e descritti magnificamente nella sua narrazione; ma è prima di tutto un diario di viaggio, la storia della vita di un uomo che ha fatto dell’esplorazione del mondo la sua ragione di vita.

Ciò che mi ha fatto cambiare idea (prestissimo, devo dire) è questo passaggio che ho letto nelle prime pagine:

“Oggi tutti parlano di avventura. Avventura è una parola presente ormai in ogni discorso. Effettivamente le si attribuiscono troppi significati, spesso perdendo di vista quello vero. Che cosa non è più preorganizzato e imbrigliato al giorno d’oggi? E forse è proprio per questo che si abusa del termine, attribuendolo a cose che poi avventura non sono. Non scambiamo l’avventura con lo spettacolo architettato e costruito, non mortifichiamola con il business che ne può nascere, non confondiamola insomma con i tanti imbrogli del momento, i quali, oltre al resto, hanno il demerito di svilire e svuotare di significato quello che è soprattutto un impulso disinteressato dell’uomo.”

E allora mi sono detto: per una volta, al diavolo la fotografia. Per una volta, parliamo del VIAGGIO!!!

In Terre Lontane

Sì, “viaggio” in grassetto e con tutte le maiuscole. Perché, come scoprirete leggendo questo libro, entrare nel mondo di Walter Bonatti significa scoprire cosa vuol dire veramente viaggiare: inoltrarsi in territori sconosciuti, andare alla deriva su barche umide e instabili, essere alla mercé delle tempeste, degli insetti, delle maree, sopportare fatiche indicibili… per l’incredibile emozione di vedere l’alba da una cima impervia, di trovarsi di fronte ad un orso e sostenere il suo sguardo senza fuggire, di vedere con i propri occhi paesaggi mozzafiato.

Per quanto manichea possa essere la visione di Walter Bonatti, è un dato di fatto che nel mondo moderno l’esplorazione romantica così come la narra lui, per il 99% delle persone, non sia più praticabile. Un po’ perché, ovviamente, il progresso ha reso meno rischiose molte imprese; ma anche perché, non dimentichiamolo, il 99% delle persone non è quel prodigio di forza, resistenza e volontà che è stato Walter Bonatti.

Alpinista straordinario, considerato uno dei più grandi della storia, compie imprese epiche in tutto il mondo, a partire dalle numerose scalate nelle Alpi, per arrivare alla grande conquista del K2 (tristemente nota al grande pubblico per il caso mediatico che ne derivò, e che non tratteremo qui) e proseguire poi sulle vette più alte del globo. Insignito a soli 35 anni della Medaglia d’Oro della Presidenza della Repubblica, Bonatti si ritira dall’alpinismo estremo (più o meno) e si dedica a reportage nei luoghi più remoti della Terra, per conto della rivista Epoca. Scrive svariati libri e decine di articoli di  viaggio. La sua vita è narrata in numerosi documentari e fiction, e la sua immagine figura anche nelle famose Figurine Panini!

Nonostante l’esperienza e il talento necessari per compiere le imprese narrate da Bonatti, contrariamente a quello che ci si aspetterebbe, ciò che traspare nel libro non è un superuomo dedito a affrontare la natura ostile armato solo della sua dedizione e volontà. Tutt’altro.

Leggendo In terre lontane, Bonatti ci fa capire quanto meraviglioso possa essere il mondo; quanto arroganti siamo noi “civilizzati” a concepire la società esclusivamente sulla base del nostro modo di pensare; e quanto la natura sia tutt’altro che ostile, e pronta ad accogliere colui che voglia realmente immergervisi. Più si prosegue, più si comprende il vero significato di “viaggio”, l’ineffabile gioia di essere a tu per tu con un’ambiente che va ben oltre la nostra più sfrenata immaginazione. Man mano scorrono le pagine, la voglia di afferrare il cellulare e prenotare un volo per la Patagonia diventa sempre più impellente.

In Terre Lontane
Alcune delle fotografie all’interno del libro.

Forse è per questo che mi è tanto piaciuto In terre lontane. È uno di quei rari libri che ti spinge all’azione dopo averlo letto; per un attimo, è facilissimo sognare e immaginarsi accanto a Walter Bonatti, con in testa una bandana nel deserto africano o appollaiato su un albero della Foresta Amazzonica in attesa di scattare una fotografia unica.

Lo stile narrativo di Bonatti è incredibile. Stiamo parlando di un alpinista, di uno che faceva i turni alla Falck per poi andare la domenica a scalare le vette, quindi (senza offesa per nessuno, e neppure un’ombra di snobismo) ci si aspetterebbe uno stile molto semplice ed essenziale. Invece il libro è intriso di ragionamenti quasi filosofici, descrizioni evocative, preziosi tecnicismi sparsi che rendono la lettura estremamente godibile: devo dire che ho trovato molto più elegante e fluida la prosa di Walter Bonatti piuttosto che quella di molti pomposi autori italiani.

Il libro è diviso in 22 capitoli, ciascuno dedicato a una specifica parte della Terra. In testa ad ognuno, una cartina geografica illustra visivamente le località e il percorso compiuto. Alcuni capitoli trattano della medesima area, ma in periodi temporali diversi o con differenti finalità. Personalmente, ho apprezzato molto il capitolo dedicato ai 40 giorni spesi da Bonatti a Sumatra, intento nella caccia (fotografica) della tigre, e l’esplorazione della zona del Krakatoa, sui resti dell’immane eruzione del 1883; un avvenimento che non conoscevo nei particolari e che Bonatti descrive con grande precisione.

In terre lontane

Un’opera immersiva, ispiratrice, che consiglio a tutti coloro che desiderano, almeno una volta nella vita, di trovarsi circondati dalla Natura, immersi nel primordiale ambiente incontaminato che è la nostra Terra.

“L’avventura per me è una spinta personale più che un fatto esplorativo inteso nel senso comune. Nei grandi silenzi, nei grandi spazi, ho trovato una mia ragione di essere, un modo di vivere a misura d’uomo.”

Walter Bonatti

Walter Bonatti

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