L’Amore Insoddisfatto – Austria

L'Amore Insoddisfatto - Austria
L'Amore Insoddisfatto - Austria

Quante volte pianifichiamo un viaggio con il pretesto di rivedere un amico o un parente? È una buona occasione per visitare un paese e magari sfruttare la persona cui si reca visita per conoscere meglio luoghi, realtà, bellezze del posto. Tutta questa fiera dell’ovvietà per tornare al consueto parallelo viaggio fisico/viaggio cinematografico e, per la stessa ragione, introdurre Ulrich Seidl, l’amico austriaco a cui chiedere ospitalità.

Seidl è un regista affermato ormai, diciamo che ogni sua opera – soprattutto in ambito documentaristico – scatena le pruderie di molti cinefili. Anch’io ho conosciuto il lavoro di Seidl attraverso un documentario presentato a Venezia. In the Basement mette in scena, anzi, porta alla luce, ciò che il cittadino austriaco medio nasconde nel proprio scantinato. Da qui una inimmaginabile, divertente, caustica e improbabile, carrellata di sorprese. Vite al limite di un campione umano che mostra le proprie “passioni” senza il minimo pudore.

Ecco, pudore è una parola che nei film di Seidl possiamo dimenticare. Nessun infingimento, giri di parole o mascheramenti vari: Seidl sbatte sullo schermo le cose come stanno. Le emozioni umane vengono descritte così come sono vissute dalla gente comune. Non c’è nulla di particolarmente romantico o affascinante se non nell’estrema sincerità con cui queste vengono esposte. Appunto, senza pudore.

Se in In the Basement mette in scena ciò che gli austriaci nascondono nei propri scantinati, nella trilogia di Paradies il tema cardine è l’amore. Stavolta non si tratta di documentari, ma il medesimo approccio viene impiegato per descrive il più nobile dei sentimenti. E i risultati sono davvero inediti. Che l’amore potesse essere divertente, tragico, comico, grottesco, a volte disgustoso, altre violento, lo sapevamo già. Ma che potesse includere tutti questi aggettivi contemporaneamente lo abbiamo visto solo in una particolare circostanza: nella nostra vita.

Austria in Love

PARADIES di Ulrich Seidl (2012 -2013)

PARADIES: LIEBE

Paradies: LiebeEcco appunto Liebe, l’amore, a confermare quale sarà il trait d’union di questo progetto. Dopo aver lasciato la figlia alle cura della zia, Teresa – Margarethe Tiesel – si concede un periodo di vacanza in Kenya. Oltre alle innumerevoli attività che il resort in cui alloggia offre,  ha la possibilità di scegliere tra una moltitudine di ragazzi neri che non aspettano altro che spennare lei e le sue amiche. Queste donne, piuttosto mature, stanno al gioco consapevoli che l’unico vero sprone che spinge i ragazzotti a concedersi è il denaro. Amore fa rima con insoddisfazione e l’illusione che i kenyoti possano essere davvero attratti dai loro corpi sfioriti diventa un argomento di discussione tra le austriache. I loro uomini a casa non fanno altro che giudicarle, criticarle per il loro aspetto fisico come se il tempo per loro non fosse passato.

Inizialmente Teresa fatica ad ambientarsi, anche perché i pretendenti sono davvero insistenti e competitivi. Quando però arriva Munga, tutto sembra cambiare. Il ragazzo allontana tutti gli altri senza volere – apparentemente – nulla in cambio, lasciando così la donna finalmente in pace. Tra i due scocca una complicità che si traduce in soddisfazione sessuale: finalmente! Seidl non ci risparmia prolungate scene d’amplesso e perché dovrebbe? Questo è l’amore tra due persone tanto diverse e così ordinarie. Ma le necessità di Teresa e Munga sono diametralmente opposte e presto questo emergerà con forza. Teresa sembra fantasticare un amore che vada al di là del sesso, per Munga l’aspetto economico, alla fine, è essenziale.

È interessante  il continuo ribaltamento di prospettiva – in un paese africano – tra sfruttato e sfruttatore, in particolar modo se ci caliamo nella vita dei protagonisti: cosa vuole Teresa? Cosa vuole Munga? La frustrazione verso un amore impossibile si tramuta per la protagonista nella ricerca di una soddisfazione sempre più legata ai sensi, sempre più consumista e inevitabilmente insoddisfacente.

PARADIES: GLAUBE

Paradies: GlaubeAnna Maria già lo sapeva. Se glielo avesse chiesto, Teresa avrebbe evitato fatica e dolore inutile. Cercare l’amore sulla terra è un’impresa votata all’insuccesso, per questo l’unica cosa sensata è ricercare un sentimento più grande, puro: quello che solo la fede sa dare. Un amore scevro dalle passioni e per questo durevole.

Anna Maria l’abbiamo già incontrata quando Teresa le lascia in custodia gatto e figlia prima di partire per il Kenya. Non l’avevamo conosciuta tuttavia nelle vesti di fervente cattolica. Prega in solitudine, prega in gruppo. Reca la buona novella alle famiglie austriache incurante del tipo di accoglienza che potrà ricevere. Si punisce quando pensieri impuri – la piaga del sesso – la tormentano. Così ci viene presentata: in ginocchio e seminuda intenta a fustigarsi di fronte al crocifisso.

Ancora quell’amore terreno che torna implacabile quando il vecchio partner Nabil, ormai ridotto su una sedia a rotelle, si presenta a casa.  Amore è insoddisfazione perché legato indissolubilmente ai corpi. Lo confessa candidamente Nabil: Anna Maria lo tratta con freddezza perché non è più in grado di soddisfarla. Ed è vero doppiamente perché la ragione che univa queste due anime era esattamente quello: senza restano le incomprensioni, l’alcolismo di lui, le divergenze culturali. Ah, Nabil – en passant – è musulmano. Ed è indicativo come, durante la pellicola, il suo comportamento assuma atteggiamenti estremisti quando realizza che il suo sogno d’amore non potrà concretizzarsi. Ancora una volta, l’insoddisfazione. Anna Maria è una martire in tutto e per tutto: non solo perché testimonia il vangelo tra i peccatori, ma perché i peccatori si accaniscono contro di lei.  Il Paradiso che Anna Maria aveva costruito giorno dopo giorno diventa un inferno. Perché si domanda? Perché Dio ha permesso tutto questo? Nemmeno la fede e l’amore verso il Cristo la soddisfa più, anzi, l’ha delusa più di qualsiasi altro uomo. Anche lui merita una punizione esemplare, come quella che lei sistematicamente si infligge. In che senso? Arrivate alla fine.

Appunti di viaggio in paradiso

  1. —> In una scena surreale ed estrema, Anna Maria s’imbatte in una vera e propria orgia notturna in un parco. Il sesso è una tortura che non l’abbandona mai.

PARADIES: HOFFNUNG

Paradies: HoffnungIn quest’ultima tappa le dinamiche tra i personaggi principali sono diametralmente opposte al primo capitolo della trilogia. Non a caso la protagonista di Paradies: Hoffnug è proprio la figlia di Teresa, l’adolescente Melanie. Le due donne soffrono la stessa ansia di trovare un partner, ma per ragioni apposte. Se per Teresa si tratta di trovare qualcuno che possa apprezzarla ancora come donna, per Melanie conta conoscere una persona con la quale soddisfare i propri appetiti giovanili e, soprattutto, perdere una verginità ingombrante.

Più si prosegue nella visione, più ci si accorge di quanto madre e figlia siano simili e quanto Paradies: Hoffnuge sia speculare a Paradies: Liebe. Teresa non è contenta del proprio corpo e probabilmente è anche per questo che spedisce la figlia sovrappeso in un campo estivo per ragazzi con problemi di linea. Teresa si innamora di un ragazzo giovane, Melanie di un uomo molto più grande di lei, il medico che lavora all’interno della struttura del campo. La complicità non è univoca, in qualche modo anche il brizzolato dottore sembra provare una certa attrazione. Un po’ com’era successo tra Teresa e Munga, Melanie vuole credere a una relazione impossibile. Un amore da fiaba come quella che la compagna di stanza racconta di aver vissuto con un coetaneo. Più che un principe azzurro il medico ricorda però il lupo. In effetti, durante una gita, Melanie si troverà da sola con lui in un bosco. Ma cosa succede davvero tra loro? Seidl passa oltre, mostrando un pudore prima sconosciuto. O forse, semplicemente, non accade proprio nulla. L’amore tra una giovane e un uomo maturo è tanto irrealizzabile quanto quello tra una donna in là con gli anni e un ragazzo africano. Nel caso di Melanie e del dottore le barriere non sono la cultura, la geografia e gli interessi, ma le convenzioni sociali e il buonsenso. Forse però la vera differenza risiede nel fatto che l’insoddisfazione amorosa non è generata da una mancata accettazione del proprio corpo, quanto dall’incapacità di accettare dei dogmi sociali che una ragazza innamorata ritiene incomprensibili.

Appunti di viaggio in paradiso

  1. —> Tutte e tre le donne hanno a che fare con il mondo sanitario. Teresa lavora a stretto contatto con persone affette da disabilità mentale; Anna Maria nel reparto di radiologia di un ospedale e Melania, come detto, trascorre le proprie vacanze in un centro di dimagrimento.

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