JOSHUA TREE DESERT: FOTOGRAFARE LA VIA LATTEA

JOSHUA TREE DESERT: LA VIA LATTEA www.ishoottravels.com your ticket to travel photography. Blog di fotografia di viaggi. © Galli / Trevisan
JOSHUA TREE DESERT: LA VIA LATTEA

Devo dirlo. Oggi è sempre più difficile riuscire a vedere un cielo stellato. Da buon lombardo abituato a vivere in città (anche se di provincia) non ho più la vera percezione delle emozioni che può dare passare del tempo sdraiato sull’erba, come da bambino, ad osservare l’oscurità dell’universo e la luce degli astri. Purtroppo quando si guarda il cielo di Brescia, ciò che riesce a vedere è veramente poco. La luna, qualche pianeta e le costellazioni più luminose. Il tutto annacquato da un’ampio alone di luce arancione che altro non è se non il riflesso delle luci della città di notte. Se ci penso mi vien in mente la puntata dei Simpson in cui Lisa convince Springfield ad abbandonare l’illuminazione notturna per poter tornare a rivedere le stelle…poi però penso alle conseguenze della puntata e mi dico che in fin dei conti è meglio che le cose stiano così come sono 🙂

Fortunatamente, anche se bisogna allontanarsi di molto dai centri abitati, nel mondo esistono ancora dei posti veramente bui. In Italia ad esempio le Dolomiti possono offrire il grande spettacolo dell’universo, se abbiamo la voglia e la fortuna di trovarci in alta montagna in una nottata limpida. Riuscire ad ammirare la Via Lattea è un’emozione veramente potente, anche per uno come me, non particolarmente colto né interessato all’astrologia.

Oggi la fotografia, in termini di evoluzione tecnologica, ci ha permesso di fare enormi passi in avanti, riuscendo a portare a (quasi) tutti, degli strumenti che consentono di fotografare la Via Lattea. Cosa che, fino a non molti anni fa, era letteralmente impensabile. Questo per due semplici fattori. Il primo è che, benché sia relativamente chiara se confrontata al nero assoluto della notte, è poco luminosa, quantomeno in termini fotografici. Questo sarebbe un ostacolo facilmente aggirabile (lavorando con tempi estremamente lenti), se solo non vi fosse l’altra criticità. Le stelle in cielo si muovono (ovvero, la terra è in costante movimento attorno al proprio asse ed attorno al sole). Di conseguenza tempi troppo lenti creano immagini mosse. Non è semplice trovare il giusto bilanciamento di settaggi fra diaframmi, tempi e Iso. In effetti sono proprio questi ultimi che si sono evoluti in maniera spaventosa, con sensori che gestiscono sensibilità sempre più alte ed in modo sempre più performante. Questa è la principale ragione che ha permesso la nascita di questo nuovo fenomeno fotografico: la astrofotografia. 

Ma come fare a realizzare un’immagine vincente della Via Lattea?

Procediamo con ordine:

FABBISOGNO TECNCO

Per realizzare una fotografia della Via Lattea servono:

  • reflex o mirrorless: anche se spesso sostengo che non sia necessario avere macchine fotografiche di alto livello per fare delle belle fotografie in questo caso purtroppo mi devo smentire. La macchina deve essere di buono, se non ottimo livello. In particolare deve avere la possibilità di scattare in Raw e deve gestire molto bene alte sensibilità Iso. In linea generale deve arrivare a tollerare un disturbo di 2000 Iso e oltre. Tanta infatti sarà la sensibilità a cui dovremo attingere.
  • obiettivo ampio e luminoso: la lente ideale è un grandangolo, all’incirca compreso fra i 16 e i 24 mm, anche se nessuno ci vieta di utilizzare lenti quali fisheye o teleobiettivi. Anche qui sono altamente raccomandati strumenti di livello professionale. L’imperativo è luce, luce, luce. Più un obiettivo è luminoso, meglio è, visto che dovremo lavorare con il diaframma più aperto possibile.
  • cavalletto. Lavorando con tempi relativamente lenti, ciò che conta è che sia di ottima stabilità. Ne abbiamo già parlato nell’articolo sulla fotografia di paesaggio dedicata al cavalletto, ma la sostanza resta quella. Spendere pochi euro per un cavalletto equivale a buttare via denaro. Meglio fare un piccolo investimento ed avere uno strumento che non avverta con troppa sensibilità eventuali raffiche di vento o anche semplicemente la vibrazione causata dal sollevamento dello specchio.
  • scatto remoto (opzionale). Per evitare che la pressione del nostro dito muova accidentalmente la macchina fotografica (specialmente nella modalità bulbo). In alternativa si può ricorrere all’autoscatto.
  • smartphone con le giuste app installate (opzionale)
  • un fedele amico/a o compagno/a d’avventura
  • una torcia (per vedere dove mettere i piedi)

FASE DI PREPARAZIONE

Le regole per trovare il miglior punto di vista sono praticamente le stesse di cui abbiamo parlato nell’articolo sul Light Painting, con un’importante upgrade.

La regola fondamentale, come detto ad inizio articolo, è trovare un’area priva di inquinamento luminoso.

Nell’articolo Le 10 app da avere per un viaggio fotografico abbiamo parlato di uno strumento assolutamente utile per pianificare la ricerca della giusta location. Light Pollution Map ci consente infatti di trovare le aree più buie del pianeta. Sarà sufficiente navigare sulla mappa per vedere quali sono le zone più scure e quali viceversa soggette a inquinamento luminoso.

Ovviamente altra caratteristica fondamentale è quella di avere un cielo terso e, preferibilmente, con assenza di luna. Quest’ultima infatti, specialmente nella fase di luna piena, può creare un eccessiva luminosità sia nei cieli che sulla terra. Anche qui app app app. Una buona app per prevedere le condizioni metereologiche e una per conoscere le fasi lunari.

A tal proposito ne esiste una per individuare la posizione della Via Lattea. Tuttavia se ci si trova in una location veramente buia con le giuste condizioni il miglior consiglio è quello di non badare troppo allo smartphone ma alzare il naso all’insù. Vedere la Via Lattea è incredibilmente semplice ed emozionante.

FASE DI SCATTO

Location completamente buia: check. Assenza di luna e nuvole: check. Immagine composta perfettamente (secondo il nostro gusto): check. Macchina pronta sul cavalletto: check.

Adesso è arrivato il momento di trasformare la meraviglia che si trova sopra le nostre teste in fotografia. Ma quali sono i giusti settaggi per avere una buona immagine della Via Lattea?

DIAFRAMMI

Questo è in assoluto il settaggio più semplice da individuare. Come già anticipato l’obiettivo principale è quello di far entrare la maggior quantità di luce possibile. Per cui il diaframma deve necessariamente essere aperto al suo massimo. Se disponiamo di una lente che riesce a scendere sotto F2,8 siamo nella situazione ideale. Tuttavia possono essere sufficienti anche diaframmi leggermente meno luminosi, come ad esempio F4. Diaframmi più chiusi di questo valore non consentono un sufficiente afflusso di luce.

MESSA A FUOCO

Ovviamente partiamo da un presupposto. La messa a fuoco deve per forza essere manuale. Non è infatti possibile che un sistema di autofocus riesca a mettere a fuoco le stelle in una condizione così buia. Ma come trovare il giusto punto di messa a fuoco? Partiamo dal presupposto che dobbiamo mettere a fuoco le stelle. Viene da pensare che sia logico che la messa a fuoco sia impostata su infinito, giusto? Sbagliato.

Per esperienza personale se impostiamo la ghiera di messa a fuoco su ∞ ciò che accadrà è che le stelle risulteranno leggermente fuori fuoco. Il consiglio è quello di stare leggermente dietro al simbolo di infinito, giusto poco poco.

Ad ogni modo il miglior modo per trovare il fuoco è quello di fare dei test e guardare nel pannello della reflex, ingrandendo al massimo i dettagli. Un’altra valida opzione è quella di mettere provvisoriamente la macchina fotografica in modalità Live View e ingrandire al massimo il dettaglio. A questo punto dovrebbe risultare piuttosto semplice riuscire ad avere una buona messa a fuoco.

Una volta trovata la messa a fuoco non toccate più, per nessuna ragione al mondo, la ghiera di autofocus. Per assicurarsi di non muoverla involontariamente consiglio di bloccarla con un pezzo di nastro adesivo. La situazione in cui si fotografa la Via Lattea è buia ed è molto semplice in queste circostanze fare confusione fra la ghiera dello zoom e quella dell’autofocus.

TEMPI

La scelta dei tempi è forse la parte più difficile. Il problema è quello che abbiamo già evidenziato ad inizio articolo. La terra sta ruotando per cui le stelle hanno un moto apparente. La difficoltà è quella di determinare il tempo di scatto più lento possibile che sia ancora sufficientemente veloce da permettere di evitare l’effetto mosso delle stelle. Queste ultime infatti, per uno scatto ad hoc, devono risultare perfettamente a fuoco e completamente ferme.

Come determinare questa sorta di minimo comune denominatore? Basta applicare la regola del 500. La formula è elementare.

500/lunghezza focale=T

In pratica dobbiamo dividere 500 per la lunghezza focale. Il risultato è il tempo di scatto ideale espresso in secondi. Ad esempio se montiamo una lente da 24mm dovremo fare 500/24=20,83 Dunque, stando a questa regola, setteremo i tempi a 20’’.Il consiglio è sempre quello infatti di arrotondare per difetto e mai per eccesso e, nel dubbio, stare anche di un terzo di stop sotto.

ISO

Dovremo determinare gli Iso sulla base della nostra accoppiata tempi / diaframma, in base alla lettura del valore esposimetrico. In genere gli Iso non sono mai sotto i 2000. Tuttavia è bene cercare di trovare il miglior bilanciamento fra i tempi e gli Iso. Sarebbe infatti un’errore utilizzare tempi eccessivamente veloci (per paura di avere le stelle mosse) e salire eccessivamente con gli Iso. Maggiore infatti è il valore Iso, maggiore è il rumore. É, in pratica, una questione di equilibrio.

POSTPRODUZIONE

Una volta trovata l’immagine definitiva è arrivato il momento della postproduzione. L’immagine così come è stata catturata non è ancora pronta per essere considerata ultimata. Lightroom è lo strumento perfetto per poter ottimizzare la nostra immagine della Via Lattea.

Generalmente quando si scatta in Raw la fotografia ha sempre bisogno di sviluppo. Questo a volte è veramente al limite dell’ininflente, altre volte è più marcato. In questo caso specifico il negativo è particolarmente distante dal risultato finale. Non c’è da allarmarsi se, osservandola e confrontandola con quelle che si vedono su internet la troveremo infatti con colori molto spenti e scarso contrasto. È normale.

Ovviamente la fase di sviluppo di un file è assolutamente soggettiva; tuttavia esistono alcuni accorgimenti per lo sviluppo di una foto della Via Lattea che funzionano decisamente bene.

In particolare consiglio di agire sui seguenti settaggi:

Esposizione. Probabilmente andrà leggermente aumentata.

Contrasto: leggermente aumentato

Luci e Bianchi vanno esaltati, senza paura.

Ombre e Neri, viceversa, vanno resi ancora più scuri.

Bilanciamento del bianco. Una leggera dominante fredda, abbinata ad una tinta magenta premente di avere la classica colorazione violacea della Via Lattea.

Ridurre il disturbo può aiutare. Attenzione a non eccedere con questi parametri per non avere un risultato troppo smooth e patinato.

Pennello di regolazione. Se vogliamo esasperare ancora di più la presenza della Via Lattea un piccolo colpo di pennello sulla Via Lattea con Bianchi e Luci aumentate.

Saturazione e vividezza: vanno aumentate.

Una volta trovato il giusto bilanciamento, anche sulla base del gusto personale, abbiamo pronta la nostra fotografia della Via Lattea da condividere con il mondo.

LIGHT PAINTING & MILKYWAY

L’immagine dell’articolo sfrutta anche la tecnica del Light Painting, di cui abbiamo già parlato. In questo caso grazie ad una torcia (e non un flash), delle gelatine colorate è molta pazienza siamo riusciti ad illuminare come volevamo le roccie e le piante in primo piano.

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