IN VIAGGIO COL TUBO: INTERVISTA A DUE TRAVEL VLOGGER DI SUCCESSO

GIO e MARTY in viaggio col tubo

Non è un errore di battitura, avete capito bene, è Vlogger e non Blogger. Perché Giorgio e Martina, conosciuti anche come In viaggio col tubo, sono due ragazzi che del video di viaggio hanno fatto una professione, aprendo un canale Youtube di successo. Li abbiamo incontrati in una fredda giornata invernale e tra una passeggiata nella natura e un’incursione sul ghiaccio ci hanno raccontato della loro vita.

10 botta e risposta:

Nome: Giorgio e Martina

Occupazione:  videomaker & travel vloggers

Luogo del cuore: Mataranka (Giorgio) &  Harz Mountain (Martina) entrambi in Australia

Libro del cuore: Le cronache del ghiaccio e del fuoco (Giorgio). Martina non ha un libro del cuore

Film preferito: Memento (Giorgio) oppure Up (entrambi)

Il giorno più bello della tua vita: il giorno in cui siamo partiti per l’Australia (dove abbiamo vissuto per un anno). Era un mix di emozioni, ansie, eccitazione ecc.

Il giorno più brutto della tua vita: il giorno in cui dovremo smettere di viaggiare

Il viaggio più bello: Polinesia francese, oltre all’Australia però che va pensata più come esperienza di vita che come viaggio

Il viaggio più brutto: anche se non esistono viaggi brutti se dobbiamo pensare al viaggio più brutto, sopratutto in senso di spostamento, è stato un viaggio per un battesimo di un parente a Parigi che abbiamo fatto prendendo un pullman notturno.

Il tuo motto: è ora di vedere il mondo

 

Ora conosciamoci meglio. Ci raccontate un po’ di voi?

Giorgio: Siamo stati in classe assieme all’Istituto d’Arte di Monza dalla terza superiore. Abbiamo iniziato ad interessarci l’un l’altro dalla quarta.

Un ricordo divertente di quel periodo è stato il nostro primo viaggio.

Martina: È stato un weekend romantico a Firenze e Giorgio era minorenne, avrebbe compiuto gli anni il giorno dopo.

Giorgio: Arrivati al check-in dell’hotel mi hanno detto “Ah, non hai 18 anni, devi avere il permesso dei genitori”. Ho dovuto chiamare mia mamma per farmi mandare un permesso scritto. (ride)

Abbiamo continuato gli studi all’Università di Architettura. Il viaggio in Australia nasce l’ultimo anno di università, perché alcuni amici c’erano stati e ci avevano raccontato delle possibilità del visto e quindi abbiamo  pensato “Caspita dev’esser bello, approfittiamone: finiamo quest’università, poi partiamo”.

Nel frattempo abbiamo aperto il canale e pubblicato i primi video.

A Ottobre 2013 siamo partiti per l’Australia: abbiamo comprato un van, l’abbiamo sistemato e abbiamo iniziato il nostro viaggio.

Tornati a Natale 2014 abbiamo continuato a portare i contenuti sul canale e da lì abbiamo cominciato a renderci conto che potevamo impegnarci per farlo diventare un lavoro con un senso al di fuori dei viaggi.

A fine 2015 hanno iniziato a chiamarci anche gli enti del turismo e da lì abbiamo effettivamente realizzato che YouTube potesse diventare veramente il nostro lavoro. Ora lo è.

Ovviamente quando abbiamo aperto il canale e quando abbiamo fatto il viaggio in Australia non immaginavamo ci portasse fin qui. Pensavamo di farlo per raccontare e per dare dei consigli di viaggio che è la nostra mission principale. Volevamo condividere le nostre esperienze e far vivere un po’ il posto a quelli che magari il viaggio non lo possono fare. Come dire, far sognare le persone in qualche modo.

GIO e MARTY in viaggio col tubo

Cosa significa essere un travel vlogger?

Martina: Vai tu perchè io non l’ho ancora capito. (ride)

Giorgio: Qualcuno pensa che facciamo i filmini delle vacanze. Noi siamo coloro che viaggiano, ovviamente, e raccontano il loro viaggio soprattutto tramite video dando spunti a chi può essere interessato alla destinazione.

Martina: Questo è molto diverso dall’essere quelli che fanno il filmino delle vacanze, anche perché noi non andiamo in vacanza. Sembra ridicolo ma la mia vacanza è stare sul divano a mangiare pizza e guardare serie tv.

Avete detto che il vostro viaggio più bello è stato in Polinesia francese. Ci raccontate di questa avventura?

Giorgio: Una delle cose più belle che ci è capitata è stato fare un’escursione programmata con questo local, il tipico tahitiano muscoloso con tatuaggi, che ci ha portato a vedere l’entroterra di Tahiti. Questo personaggio ci ha preso in simpatia. Quindi finito il progetto che dovevamo realizzare per l’ente per cui stavamo lavorando ci siamo fermati una settimana in più. Tutti gli anni a Luglio c’è un festival di danze e altre attività tradizionali che si chiama Heiva. E’ un festival molto grande che attira gente non solo da tutte le isole ma anche da tutto il mondo. Questo festival viene organizzato con gruppi di 30/40 ballerini e lui era l’organizzatore di uno di questi gruppi. Dato che noi non avremmo potuto assistere al festival poiché avremmo dovuto partire la settimana prima dell’inizio dell’Heiva ci ha detto “Venite con me che vi faccio vedere i preparativi”.

Martina: E’ stato molto bello perché nonostante noi fossimo lì come “turisti”, lui ci ha fatto entrare nel loro ambito privato.

La cosa bella è stata che siamo riusciti a vedere molte cose della cultura che di solito sono nascoste.

Da quest’esperienza e da quella in cui una ragazza del posto ci ha aperto le porte della propria cucina per mostrarci come preparare le ricette tradizionali stiamo cercando di andare sempre di più a parlare con i locali quando facciamo i viaggi. In Polinesia l’esperienza è stata bellissima anche perché i polinesiani sono molto ospitali e aperti.

GIO e MARTY in viaggio col tubo

Una cosa che notiamo è che spesso le esperienze più belle che vengono condivise da professionisti del viaggio come voi è come in un mondo sempre più global le migliori esperienze siano quelle che vanno invece nella direzione opposta, quelle che in un certo modo mostrano invece la peculiarità di un posto. Che ne pensate?

Giorgio: In realtà ci vuole equilibrio. Quando andiamo in un posto vogliamo vedere i must, non è che vado a Parigi e non vedo la Tour Eiffel. Voglio però anche qualcosa in più. Questa è una cosa che anche il turismo stesso sta capendo. Sono sempre di più quelli che cercano qualcosa in più rispetto al turismo da cartolina. Restando nell’esempio di Parigi c’è sempre più gente che dice ad esempio “Vado a Parigi, ok, ma oltre a Tour Eiffel, Arco di Trionfo e il Louvre cosa posso fare?” Si cerca uno step in più che dia uno stimolo. I posti da cartolina li vedi in foto, li hai in mente e sai come sono, anche se poi dal vivo l’esperienza è sicuramente diversa. Ma uno che vuole veramente viaggiare, vuole essere anche un esploratore, che il viaggio sia veramente il suo. Vuole fare un’esperienza che gli faccia dire “Cacchio, questo l’ho fatto solo io”.

Martina: Ad esempio in Polinesia francese c’è un tour in cui c’è questa ragazza che ti fa fare il giro dell’isola e poi ti porta a casa sua e cucina per te, e tu cucini insieme a lei. E’ bellissimo. Questo sarebbe un bel modello che potrebbe funzionare anche per altri paesi.

Come decidete la vostra prossima destinazione?

Martina: Andiamo un po’ a sentimento. Scegliamo sulla base di quello che ci ispira al momento. Ovviamente se si parla di viaggi di lavoro andiamo dove ci chiamano. Ad esempio adesso stiamo programmando di andare a vedere la fioritura dei tulipani in Olanda ad Aprile. Questa è una meta che volevamo fare da tempo. Diciamo che siamo lunatici.

L’Australia è stata invece scelta per il working holiday Visa perché è un’opportunità che concedono pochi paesi. Volevamo un’esperienza lunga e l’Australia l’avevamo in mente da tantissimo tempo. Non è stata neanche una decisione: c’è stata quest’opportunità e l’abbiamo colta. E’ stata una scelta obbligata nel cammino.

Che tipo di viaggiatori siete?

Giorgio: I viaggi on the road sono i nostri preferiti. Ci piacciono molto i viaggi avventurosi ma non troppo. Sicuramente stiamo molto attenti al budget senza però rinunciare ai piccoli comfort come il bagno in camera. Il viaggio backpacking per noi è un po’ fuori questione, anche perché con l’attrezzatura… Ad esempio non siamo viaggiatori da mezzi ma preferiamo sempre avere la nostra auto.

Martina: Diciamo che siamo viaggiatori avventurosi ma comodi. Siamo sicuramente attenti al budget, tuttavia se ci sono esperienze come quella di nuotare con i delfini e i leoni marini selvatici, abbiamo speso veramente tanto, ma andava fatta. Son quelle cose sulle quali non puoi risparmiare.

Quali sono i suggerimenti che vi sentite di dare a chi vuole intraprendere un viaggio videografico?

Giorgio: Quello che noi consigliamo sempre quando ci vengono mostrati video di viaggi è “Si deve capire che è il tuo viaggio”. Molti video sono super anonimi, con riprese fatte molto a caso. Devi sempre metterci qualcosa di tuo. Ad esempio cercare di includersi di più nelle riprese. Dal punto di vista estetico invece cercare di fare qualcosa di dignitoso.

Martina: Su questo suggeriamo di guardare il nostro video Come migliorare la qualità dei video. Sono 5 consigli super basic. Abbiamo realizzato questo video perché ci arrivavano tantissime richieste di consigli. Teoria base di fotografia, che poi si applica anche al videomaking e cercare di fare in modo che il prodotto video che viene fuori sia personale e che non sia uguale a tutto quello che c’è in giro. Che poi a dirlo sembra molto semplice ma non sempre lo è.

GIO e MARTY in viaggio col tubo

Qual è la differenza fra fare un video e una fotografia di un viaggio?

Giorgio: Il video secondo noi è più semplice, ma in realtà è perché ci viene più naturale, nel senso che sappiamo come portare avanti la storia tramite i video. In un certo senso un video dà una visione più completa. Non devi scegliere una singola inquadratura che ti racconti una storia. Le fotografie devono essere molto più studiate per il racconto di una storia. Una foto può voler dire tanto o niente. Un video, anche se tecnicamente non è fatto tanto bene ti aiuta a cavartela meglio, se vuoi raccontare una storia. Mi viene in mente ad esempio Casey Neistat, youtuber newyorkese. I suoi video tecnicamente sono bruttissimi, però registicamente sono fantastici, per la sua capacità di raccontare le cose. Entra in gioco molto il come tu riesci a raccontare una storia. Come tu riesci a mettere insieme i pezzi del video per raccontare quello che vuoi dire. Ogni cosa che fai devi pensare a come farci il video.

Nel video puoi essere la persona che racconta il video. Nella fotografia solitamente stai dietro e il soggetto, che magari non sei tu, deve raccontarsi da solo.

Martina: Non saprei quale delle due discipline è più facile o difficile. Penso che dipenda molto dalla persona, dalle proprie inclinazioni, attitudini e abitudini.

Com’è la vostra giornata tipo?

Giorgio: Quando siamo a casa la nostra giornata tipo è svegliarci e sin da subito occuparci della comunicazione del canale, del montaggio dei video. E’ un lavoro che occupa tutti i giorni. Quando non montiamo video per il canale montiamo video per altri progetti. In pratica se non viaggiamo stiamo montando video.

Siete anche voi una coppia nella vita e nel lavoro. Come coniugate il fatto di essere una coppia e il fatto di lavorare insieme?

Giorgio: In realtà credo sarebbe  molto più difficile se non fossimo una coppia. Nel senso che è uno stile di vita molto… Insomma dobbiamo sempre essere insieme, sia quando viaggiamo che quando montiamo a casa, perché ci deve essere un confronto continuo. E’ una cosa che potresti avere con una persona molto amica, ma credo sarebbe difficile. Alla fine questa adesso è la nostra vita, quindi non abbiamo opzioni per fare qualcos’altro al di fuori di questo. Se io non fossi con Martina e lei fosse con un altro ragazzo non funzionerebbe e non ci sarebbe nemmeno il tempo fisico, materiale.

Martina: C’è un feeling che generalmente non puoi avere con altre persone, anche in campo lavorativo è difficile che si venga a creare un certo tipo di rapporto che solo una coppia può avere.

Esiste “l’altro lato della medaglia” della splendida vita che state facendo?

Giorgio: Ovviamente quello che si vede nei video e nelle foto è tutto il bello che dobbiamo e vogliamo mostrare. C’è ovviamente tutto un lato di fatica e preparazione.

La cosa che ci lascia l’amaro in bocca è che a volte veniamo visti come degli scrocconi che vogliono viaggiare per fare i filmini delle vacanze. Questo ci demoralizza un pochino.

Martina: In realtà non è neanche così perché le persone vogliono che tu vai e fai un determinato lavoro, però non ti vogliono pagare. Pensano che il viaggio sia un pagamento adeguato. Sarebbe come pagare uno chef con gli ingredienti che usa per prepararti la cena. Non ti vedono come un vero professionista.

La domanda principale che ci viene posta è: “Dove trovate tutti i soldi per fare tutte queste vacanze?” Beh, intanto per cominciare non sono vacanze, è un lavoro. Chi ha viaggiato con noi ne è testimone, infatti non vuole più viaggiare con noi. (ride )

E’ dura far capire a chi vede un video e non ci conosce che questo è un lavoro. Ma credo sia un problema tutto italiano.

A volte quando vieni contattato da enti o situazioni sembra quasi che la domanda non posta sia “ma vuoi anche essere pagato per fare questo viaggio?”

Il problema è lo stesso di quello che si incontra in ogni occupazione di ambito creativo.

Quali sono i vostri progetti a breve e a lungo termine?

Giorgio: Faroe, Olanda e Islanda. Islanda con gli iscritti a Settembre. E’ la prima volta che facciamo un viaggio con gli iscritti. Facciamo un on the road in Islanda cercando di impostarlo come se fosse un viaggio che faremmo anche da soli. Quindi macchina a noleggio sulla Ring Road e per dare un valore aggiunto faremo dei workshop di fotografia e video di viaggio. Chi vuole può portarsi la macchina fotografica e provare. Prima però andremo alle Isole Faroe e poi in Olanda per la fioritura dei fiori .

Che dire… un bel 2017! Se ancora non li state seguendo iscrivetevi al loro canale In Viaggio col Tubo su Youtube.

GIO e MARTY in viaggio col tubo

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