iMac pro: una recensione video/fotografica

A giugno dell’anno scorso la Apple ha lanciato la bomba e rivelato al mondo il suo ultimo, potentissimo computer: iMac Pro.

iMac Pro

Ora, so che questo è un blog di fotografia di viaggio, e quindi sono consapevole di essere un po’ off topic. Ma, chi più chi meno, tutti noi fotografi, creativi digitali e reporter di viaggio, alla fine, finiamo per elaborare tutte le nostre creazioni su un computer. E nella stragrande maggioranza dei casi, questo computer è un Mac. Per cui, sono convinto che questo argomento possa essere gradito a molti nostri lettori.

L’interesse per uno strumento così intrigante come l’iMac Pro è comune un po’ a tutti gli appassionati Apple, i creativi digitali, i fotografi (di viaggio e non), e una miriade di figure professionali che alla fine, inevitabilmente, si pongono la domanda:

A chi serve l’iMac Pro?

Dunque, essendo io da circa 2 settimane diventato felice possessore di un iMac Pro 8 Core (versione base, per capirci), ho deciso di provare a rispondere (in parte) a questa domanda e di scrivere una recensione basata più sull’utilizzo reale che non su benchmark e dati grezzi. Normalmente, il mio lavoro spazia dalla fotografia (di architettura e interni, reportage, viaggi e  ritrattistica), all’editing video (in Full HD e 4K), fino all’impaginazione (con InDesign) e semplice grafica 2D; credo quindi che la mia esperienza possa essere piuttosto esaustiva.

In più, ho registrato un interessante stress test che vi propongo in fondo all’articolo e che mostra le reali possibilità di una macchina straordinaria come l’iMac Pro.

Prima di cominciare, vi segnalo che io ho lavorato finora con un MacBook Pro Retina 15” Mid-2012, un computer ancora valido ma che ovviamente iniziava a mostrare la sua età. Suppongo che molti condividano la mia precedente situazione e quindi spero che questo confronto possa essere per loro ancora più interessante.

Per prima cosa, riassumo le caratteristiche tecniche del modello di iMac in mio possesso, che sono praticamente le stesse del modello base che potete trovare sull’Apple Store:

  • Intel Xeon W 8 Core 3.2 Ghz – 4.2 Ghz Turbo Boost
  • 32 GB di RAM ECC a 2666 Mhz
  • SSD interno da 1 TB
  • Radeon Pro Vega 56 con 8 GB di memoria HBM2
  • Display Retina 5K da 27” con risoluzione 5120×2880
  • 4 porte USB 3. 4 Porte USB-C, Ethernet 10 Gbps, lettore SDHC integrato, mini jack per auricolari

Pur essendo il modello base, la dotazione è di tutto rispetto.

Ma come si comporta nelle varie situazioni?

Lightroom

Ci sono varie discussioni in rete sul reale vantaggio in termini di velocità di un multicore come l’iMac Pro confrontato, ad esempio, con un iMac i7 al top della configurazione. Non posso fare confronti diretti, non possedendone io uno né avendo la possibilità di accedervi; tuttavia la velocità della RAM e la scheda grafica si fanno sentire. La visualizzazione dei file RAW a 36 MP della mia D800 è pressoché istantanea; le regolazioni (sia locali che generali) si vedono fluidamente in tempo reale e l’aggiornamento delle thumbnail è velocissimo. L’esportazione, rispetto al mio “vecchio” MacBook Pro è sensibilmente più veloce: 57 secondi per esportare 50 RAW con regolazioni varie, ridimensionarli a 2.500 pixel di lato lungo e apporre un semplice watermark, contro i 2 minuti e 03 del portatile. Il tutto considerato che anche durante l’esportazione, nessuno dei Core della CPU è mai andato oltre il 40% di utilizzo.

Photoshop

Sebbene anche il programma di ritocco fotografico per eccellenza non sia strutturato per sfruttare tutti gli 8 Core dell’iMac Pro, anche qui le prestazioni sono veramente notevoli. L’apertura di 10 file PSD da 36 MP con una media di 7-8 livelli ciascuno ha richiesto circa un minuto e 20; quella di un PSB di 2,74 GB composto da 17 livelli poco meno di 40 secondi. Il suo salvataggio, un’operazione che sul MacBook ricordavo lunga e penosa, ha richiesto 2 minuti e 39 secondi. Forse questi tempi per chi non ha mai lavorato con i PSB potrebbero sembrare non così stupefacenti, ma credetemi che salvare un file Photoshop di queste dimensioni è un’operazione tutt’altro che leggera, che nella maggior parte dei casi può arrivare a richiedere da 5 minuti in su.

Nel complesso, l’incremento di prestazioni nell’ambito di Photoshop è stato notevole, soprattutto in operazioni che pesano molto sulla scheda grafica, come dodge & burn con il pennello a grande dimensione.

Final Cut Pro X

Certamente il software che Apple ha tenuto più in considerazione in vista dell’uscita dell’iMac Pro, anche in funzione del fatto che l’abbia aggiornato alla versione 10.4 proprio in occasione dell’annuncio della data di uscita di quest’ultimo.

E in effetti, sull’iMac (e sui Mac in generale) FCPX è il programma di editing che ha tratto i maggiori vantaggi dal nuovo hardware, anche in virtù della sua estrema ottimizzazione nell’ambiente Mac Os. Import, stabilizzazione, playback e render sono più veloci di almeno il 50% che sugli altri software (Premiere in primis); anche i tempi di export sono sensibilmente minori e, nella mia esperienza, anche effettuare più operazioni in contemporanea (modifiche di effetti durante il playback o utilizzare altri programmi in contemporanea) non sembra rallentare il sistema. Ho provato a montare video in 4K con color correction ed effetti applicati senza render e (in modalità performance) sono riuscito a riprodurre la timeline senza perdere frame e con comunque un’ottima qualità di preview. Non ho avuto (ancora) modo di testare il workflow con file RAW 4K, ma nulla lascia dubitare che l’iMac Pro possa reggerli senza alcun problema.

Quindi, FCP X si direbbe sia il software di editing più performante su Mac? Forse c’è ancora una sorpresa.

DaVinci Resolve

Benché non l’abbia mai utilizzato più di tanto (in rapporto a FCPX), sono rimasto piacevolmente stupito dell’ottimo lavoro che la Blackmagic ha fatto con l’ultima edizione di DaVinci Resolve (la 14). Una delle feature più interessanti era (sulla carta) l’aumento di prestazioni pari a 10 volte le precedenti versioni. Benché magari non proprio esattamente di questa misura, devo dire che la fluidità di DaVinci sull’iMac Pro batte persino FCPX. Effettuare processi anche pesanti come la Color Correction selettiva, la stabilizzazione e il tracking influisce in maniera minima sul proprio worflow; il playback è sempre ragionevolmente fluido (anche in 4K) e la reattività generale è francamente impressionante. Paragonata la mia esperienza con la precedente versione su MacBook Pro, posso dire con certezza che l’accoppiata iMac Pro + DaVinci Resolve è ciò che più ha messo in luce i vantaggi del nuovo sistema.

iMac Pro
La tastiera è veramente bellissima.

Finder/considerazioni generali

L’SSD di ultima generazione da 1 TB, il nuovo Filesystem APFS e i 32 GB di RAM ad alta velocità rendono le operazioni sui file estremamente rapide. Al di là dei programmi specifici, tutti noi dobbiamo fare i conti con grandi quantità di file più o meno pesanti per il nostro lavoro/hobby video/fotografico, e in questo un computer così performante come l’iMac Pro migliora decisamente la vita. La scelta di Apple di mantenere ben 4 porte USB 3 e aggiungere altre 4 porte USB-C è stata una benedizione per tutti i professionisti, che erano rimasti (giustamente) scottati dalla mancanza delle prime in favore delle seconde, che costringeva di fatto ad usare un adattatore anche solo per copiare un file di testo di 56 KB da una chiavetta. Ho approfittato delle nuove porte USB-C per fare un piccolo upgrade al mio storage e introdurre un hard disk SSD da 500 GB e un meccanico da 2 TB in un case USB-C, e le velocità di trasferimento dati sono impressionanti: copiare un file video da 12 GB richiede appena 23 secondi. Una cartella da 80 GB di un progetto video è stata trasferita in meno di 3 minuti. Capite bene che il risparmio di tempo ottenuto con questo tipo di setup è consistente e può fare la differenza nel proprio workflow lavorativo.

iMac Pro
Il Magic Mouse.. Space Grey!

Inserisco in questo paragrafo anche alcune considerazioni relative alla mia esperienza globale con l’iMac Pro.

Sembra un’ovvietà, data la classe Pro di questa macchina, ma l’iMac Pro è veramente veloce. Al di là delle operazioni della CPU cronometrate o del numero di PSD aperti, la sensazione generale è di poter fare più o meno tutto quello che si vuole senza un secondo di attesa. Stai esportando un video e vuoi modificare un file su Photoshop? Fatto. Stai copiando 250 GB di fotografie e ti va di portarti avanti con la selezione delle foto per il sito? Non c’è problema. Stai impaginando un libro fotografico 30 x 30 cm di 40 pagine su Indesign e nel frattempo vuoi convertire in 3 formati diversi 300 RAW di un matrimonio su Lightroom? Non ti accorgi neanche che il computer sta lavorando.

Per chi, come me, è abituato a tenere più o meno 9-10 applicazioni aperte in contemporanea, poterlo fare senza risentirne minimamente nella velocità è impagabile.

Bonus: stress test video

A vostro beneficio, ho sottoposto l’iMac Pro a una quantità inverosimile di operazioni mentre con Quicktime ne registravo lo schermo (in 4K, ovviamente). In sintesi, i compiti a cui è stato sottoposto sono:

• Apertura 110 Jpeg

• Apertura Video 10 Apple ProRes HD

• Apertura 30 PSD

• Export 1 minuto 4K da FCPX

• Export 1 minuto 4K da DaVinci Resolve

• Compressione 1 minuto ProRes 4K a mp4 4K

Questi sono i test principali, ma come vedrete sono stati effettuati con 44 applicazioni aperte, 14 pannelli di Safari con video di YouTube aperti, mentre Logic Pro riproduceva a loop un progetto musicale con strumenti virtuali e ovviamente mentre Quicktime registrava lo schermo in 4K.

I risultati sono veramente notevoli. Benché ci sia stato qualche rallentamento in occasione di task molto pesanti eseguiti in contemporanea (comunque di pochi secondi), l’iMac Pro non ha mai perso fluidità ed è sempre risultato scattante e reattivo. Considerato che il numero di compiti e le applicazioni aperte erano assolutamente fuori dall’ordinario, direi che il test ha dimostrato le grandi capacità di questa macchina.

I miei commenti sono in inglese (il video è stato pubblicato su YouTube per un pubblico internazionale) ma sono molto essenziali.

Conclusioni

Infine, vorrei fare alcune considerazioni e, come promesso, rispondere alla domanda: a chi serve l’iMac Pro?

Si può tentare di dare una risposta oggettiva anche considerando una prospettiva futura. È indiscutibile che, per la maggior parte dei lavori prettamente fotografici, un iMac potenziato al massimo (e comunque più economico di un iMac Pro) possa svolgere praticamente tutto ciò che gli si richiede alla pari del fratello maggiore; anche in virtù del fatto che ad oggi i programmi Adobe non hanno ancora la tecnologia per sfruttare tutti i core degli Xeon W (che siano 8, 10, 14 o 18).

Ma sulla distanza, è facile intuire che una macchina attualmente sovradimensionata (per la maggior parte degli utenti) come l’iMac Pro possa reggere molto megliio il progresso tecnologico rispetto ad un normale iMac. Prima o poi anche i software di fotografia e grafica verranno resi compatibili con processori multicore e allora il salto di prestazioni sarà ancora più evidente di quanto non sia ora. Per cui, anche i professionisti che ad oggi non sentono la necessità di tale potenza, un domani potrebbero scoprire che forse il loro iMac non è così adatto a macinare RAW da 100 MP quanto lo era per quelli da 36.

Per chi fa video, anche ad un livello “base”, la scheda grafica, la RAM e il processore dell’iMac Pro possono realmente fare la differenza. Anche qui, il discorso sulla prospettiva futura è ugualmente valido, se non ancora di più. Ci avviciniamo rapidamente al momento in cui il 4K diverrà lo standard de facto, e l’8K è dietro l’angolo. Al momento, finché la Apple non presenterà il nuovo Mac Pro (il cui slogan sarà “ora disponibile con mutuo!!!”), non esiste alternativa se si vuole lavorare con file video pesanti in ambito Mac.

Considerate infine che l’iMac Pro è nuovo. E questo lo dico presentandolo come un difetto, paradossalmente. Processori nuovi, scheda grafica nuova: al momento, sono veramente pochi i software che possono davvero usufruire della sua potenza. Non dico che ci scommetterei la casa, ma sono ragionevolmente sicuro che nei prossimi mesi i vantaggi in termini di potenza e velocità diventeranno ancora più evidenti.

E poi…

Dai, come si può resistere a questa estetica Space Grey?

iMac Pro
Space Grey.

 

A presto!!!

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