FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO: il giusto obiettivo

Fotografia di paesaggio: il giusto obiettivo. www.ishoottravels.com your ticket to travel photography. Blog di fotografia di viaggi. © Galli / Trevisan
Fotografia di paesaggio: il giusto obiettivo

Vorrei iniziare parlando di pregi e difetti delle più comuni lenti per capire quali obiettivi usare e in quali situazioni per la fotografia di paesaggio.

In altre parole, se decidessimo di far visita a un parco nazionale quali sarebbero le giuste lunghezze focali da portare con noi?

IL GRANDANGOLO

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Monument Valley fotografata con un 17 mm

Ovviamente per fotografare i paesaggi è indispensabile avere con sé un grandangolo. Questa tipologia di lente è sempre da considerarsi un must in tutti i tipi di fotografia paesaggistica.

Dal deserto alla montagna non esiste paesaggio che non abbia una grande resa con l’uso di un grandangolo.

Con questo tipo di obiettivi riusciamo a conferire all’immagine un’impatto molto largo, di grande respiro. E’ l’ideale quando vogliamo tradurre in fotografia aggettivi come maestosità, vastità, immensità. La ragione della sua resa perfetta è molto semplice. Il grandangolo ha un angolo di campo visivo maggiore di quello umano e questo causa in noi un’immediata ed erronea percezione, ovvero che ciò che stiamo inquadrando sia più vasto della stessa cosa osservata ad occhio nudo.

Proprio grazie a questa sua peculiarità il grandangolo nella fotografia di paesaggio non sarà mai una delusione.

Dal mio punto di vista una delle migliori lenti in questo ambito è uno zoom grandangolare, come ad esempio un 17-40 mm. Questo tipo di lente si rivela molto versatile, in quanto varia da un grandangolo molto ampio fino ad una lunghezza focale quasi normale. Personalmente invece non amo molto le lenti fisheye o i grandangoli estremi, poiché distorcono troppo il mondo, sferizzano la linea d’orizzonte e deformano gli oggetti in primo piano, restituendo spesso una visione eccessivamente falsata della realtà.

Solitamente lavoro con una lunghezza focale che varia tra i 20 e i 24 mm. Questa mi consente infatti di mantenere un rapporto ben bilanciato tra un grandangolo ampio e una minima deformazione di ciò che sto inquadrando. E’, in altre parole, una lunghezza focale molto naturale.

L’OTTICA NORMALE

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Grand Canyon National Park fotografato con un 70 mm

Lunghezze focali normali (quale il 50 mm) così come i teleobiettivi corti (come ad esempio un 70 mm) sono poco adatte alla fotografia di paesaggio.

Anche se può succedere che possano dare dei buoni risultati dal mio punto di vista sono abbastanza noiose, in quanto se da una parte non riescono a restituire concetti come la vastità tipica del grandangolo, d’altra parte non riescono nemmeno ad astrarre, caratteristica tipica dei teleobiettivi.

In altre parole è una lente che generalmente non funziona.

IL TELEOBIETTIVO

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Death Valley. Zabriskie Point fotografato con un 200 mm

Chi l’ha detto che per fare paesaggio si debba usare esclusivamente il grandangolo?

Il teleobiettivo è una grande categoria di lenti per fotografare paesaggi. Lunghezze focali molto elevate (come ad esempio un 200mm) offrono diverse possibilità nella fotografia naturalistica.

Avendo un angolo focale molto stretto ne consegue che ci consentono di ingrandire la porzione di mondo che stiamo inquadrando: con un 200 mm non sarà difficile infatti avvicinare un oggetto, un animale, una particolare pianta, senza doverlo fare fisicamente.

A volte infatti può succedere che, benché si abbia come scopo quello di fotografare un paesaggio, ci si imbatta casualmente in un animale selvatico. E chi può resistere alla tentazione di fotografarlo? Il tele è la lente perfetta, perché permette di ricavare eccellenti primi piani senza correre il rischio di far scappare l’animale a causa dell’eccessiva vicinanza.

Inoltre il teleobiettivo ha la straordinaria caratteristica di appiattire la scena. Fa, in altre parole, il lavoro opposto a quello del grandangolo. Se infatti quest’ultimo ci permette di dare profondità, il teleobiettivo comprime la prospettiva creando immagini dove le distanze fra gli elementi risultano accorciate. E tanto maggiore è la lunghezza focale, quanto più intenso sarà questo effetto. Lo possiamo già sperimentare con un 200mm. A questa lunghezza focale ci si può subito accorgere come, osservando lo stesso panorama, questo risulti molto schiacciato rispetto ad una vista a occhio nudo. Questa sua caratteristica di compressione della profondità, si traduce in immagini dal forte impatto astratto.

Posso assicurare che quando ci si accorge che la natura può offrire una quantità praticamente infinita di quadri astratti si fa una scoperta sensazionale. Basta guardare con attenzione attraverso un tele e la natura ci rivela un altro mondo, fatto di texture e pattern che formano una nuova realtà inesplorata.

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