Fotografare Alcatraz

Fotografare Alcatraz www.ishoottravels.com your ticket to travel photography. Blog di fotografia di viaggi. © Galli / Trevisan

Perché voler fotografare Alcatraz, ovvero una prigione?

Perché, pur essendo un posto macabro, con la sua storia e la sua leggenda è diventata nell’immaginario collettivo il simbolo della prigione per eccellenza.

Inoltre, essendo una prigione riconvertita in museo, è entrata a far parte del National Park Service americano come luogo di importanza storica ed è aperta al pubblico per visite guidate.

LA STORIA

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Alcatraz in realtà è il nome dell’isola, situata nella San Francisco Bay Area a 2 km circa dalla terraferma. Nel 1934 sull’isola venne costruita una prigione di massima sicurezza che ne prese il nome. Nota per aver ospitato detenuti d’eccezione come il celebre gangster Al Capone, Alcatraz vive inoltre due momenti storici famosi avvenuti durante il suo periodo di attività: la Battaglia di Alcatraz e l’evasione di Frank Morris, John e Clarence Anglin.

La Battaglia di Alcatraz è la più grande rivolta della sua storia, scatenatasi il 2 maggio 1946 e terminata due giorni dopo con la morte di tre prigionieri e di due guardie. All’interno della prigione si possono ancora vedere i buchi delle pallottole e i segni della battaglia.

L’evasione di Frank Morris e di John e Clarence Anglin (1962) è la più famosa fuga da una prigione ed ha ispirato il film Fuga da Alcatraz con Clint Eastwood. Ancora oggi possiamo vedere la cella con il manichino steso sulla branda per camuffare più a lungo la fuga.

La prigione fu chiusa solamente un anno dopo, nel 1963, a causa degli elevati costi di gestione.

ORGANIZZARE LA VISITA AD ALCATRAZ

Quando io e Corrado abbiamo organizzato il nostro viaggio a San Francisco, sapevamo che per nessuna ragione al mondo avremmo saltato la visita ad Alcatraz. Non capita tutti i giorni infatti di avere la possibilità di confrontarsi con un luogo simile da un punto di vista fotografico.

Nonostante sia aperta tutto l’anno è sempre meglio controllare sul sito internet del National Park Service nella sezione dedicata ad Alcatraz o sul sito internet del traghetto/visite guidate ufficiali Alcatraz Cruises perché può capitare che parti dell’isola vengano chiuse per restauri o a causa del periodo di nidificazione degli uccelli presenti sull’isola. Il costo del tour varia a seconda delle tipologie da un minimo di 30$ a un massimo di 100$. Quello più caro è il tour notturno che io ho prontamente evitato di sottoporre a Corrado prima che gli venisse una malsana idea: chi ha voglia di passare una notte in una prigione? Quel posto fa paura già di giorno, figuriamoci di notte! Comunque se voi siete amanti del brivido questo potrebbe essere ciò che fa per voi.

COME EVITARE LA GENTE

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Io consiglio il tour Early Bird, il primo della giornata, con partenza verso le 8 di mattina. Noi abbiamo scelto questo tour per poter fotografare la prigione senza la marea di gente che si accalca durante le ore centrali della giornata. Appena scesi dal traghetto non abbiamo nemmeno ascoltato il Ranger che radunava la gente per spiegare la storia dell’isola. Ci siamo subito diretti con passo veloce (dentro di me correvo, ma fuori cercavo di non dare nell’occhio per evitare che qualcuno ci seguisse) all’ingresso per prendere le audio guide (comprese nel prezzo del biglietto) e così facendo abbiamo avuto Alcatraz tutta per noi per 10 minuti buoni. Questo ci ha permesso di fare delle fotografie che altrimenti sarebbe stato impossibile fare proprio a causa delle altre persone in visita alla prigione. Comunque l’isola è grande quindi dedicando il giusto tempo e aspettando il momento opportuno si possono fare delle foto senza persone indesiderate anche durante il resto della giornata.

METEO

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Il meteo instabile di San Francisco in questo caso può essere d’aiuto, a patto di essere premuniti per ogni evenienza. La famosa citazione falsamente attribuita a Mark Twain “The coldest winter I ever spent was a summer in San Francisco” (L’inverno più freddo della mia vita è stata un’estate a San Francisco) rende l’idea. Il giorno della nostra visita ad Alcatraz c’era brutto tempo e temperature talmente basse che ho dovuto indossare un maglione di lana ed una sciarpa, mentre il giorno prima c’erano 30° ed un sole tale che mi sono scottata.

Nonostante la frustrazione iniziale devo ammettere che i nuvoloni grigi hanno conferito alle fotografie il mood adatto al luogo. Se avessimo trovato la nebbia poi, sono convinta che sarebbe stato ancora più spettrale!

Il rovescio della medaglia del brutto tempo è stato il vento gelido. Appena uscita dalla prigione per entrare nel cortile sono stata colpita da una raffica di forte vento che mi ha quasi fatto cadere per terra: ho dovuto usare lo zaino dell’attrezzatura fotografica come peso aggiuntivo!

CONSIGLI FOTOGRAFICI

L’uso di una lente zoom media, come ad esempio un 24-70 è quanto di meglio si possa avere montato per fotografare Alcatraz. Benché la scelta dell’obiettivo giusto sia sempre soggettiva, un grandangolo e un ottica normale ci daranno i giusti punti di vista per rendere con una buona estetica gli spazi sia interni che esterni. Un teleobiettivo invece può rivelarsi utile per catturare la città dall’isola e per catturare dettagli caratteristici, come ad esempio i comignoli del carcere.

Il cavalletto è molto utile, specialmente per gli interni, in quanto la scarsa luce dovrebbe altrimenti costringerci a lavorare con alti Iso e diaframmi molto aperti. Nelle aree esterne possiamo anche pensare di non utilizzarlo, specialmente se incontriamo una giornata luminosa.

A causa del forte vento sconsiglio di cambiare ottica, specialmente nelle zone esterne, in quanto è probabile che possa entrare del pulviscolo o della salsedine all’interno del corpo macchina. Se decidessimo di cambiare lente, suggerisco di farlo in un’area appartata.

Dal punto di vista fotografico il consiglio è quello di cercare sempre di dare un’interpretazione che riesca a trasmettere le sensazioni generali che si possono assoggettare quando si pensa ad un carcere. Ad esempio consiglio di dare sempre un tono un po’ cupo alle immagini magari sottoesponendo (ove possibile) e generalmente esponendo per le alte luci. Inoltre a livello compositivo cercate sempre di far dialogare fra loro elementi che rimandano alla durezza del carcere: non sarà difficile trovare elementi come sbarre, feritoie, pareti malridotte, porte metalliche arrugginite… Purtroppo l’alto numero di visitatori farà sì che spesso vi troverete a restringere il campo per non aver, ad esempio, orde di cinesi con annessi ombrellini e guide alla mano. Tuttavia può capitare di trovare la persona giusta al momento giusto. Non partite mai dal preconcetto che ogni inquadratura non debba includere la presenza umana. A volte anche i turisti riescono ad essere dei soggetti interessanti 😉

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Ricordiamo inoltre che la visita ad Alcatraz non ha una durata temporale. Una volta raggiunta l’isola possiamo restare fino all’ora dell’ultimo traghetto. Per questo se non siamo soddisfatti di ciò che abbiamo realizzato facciamoci una piccola pausa, riordiniamo le idee e diamo all’isola un’altra possibilità: vi assicuro che non potrà deludervi.

Indirizzo: Alcatraz Cruises Pier 33, The Embarcadero, San Francisco, CA 94133, Stati Uniti

Coordinate geografiche: 37.826994, -122.422258

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